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  1. ABRASIONE (resistenza alla)

    Il valore di resistenza all’abrasione denota la tendenza della piastrella a consumarsi (nel caso sia non smaltata) o a cambiare il proprio aspetto visivo (nel caso sia smaltata) a causa dell’usura.

     

    Tale valore, secondo le norme UNI EN, è classificato dalla classe PEI 1, che corrisponde alla minore resistenza, alla classe PEI 5, che viene assegnata alle piastrelle più resistenti.

    Nelle piastrelle non smaltate questo valore aumenta con il diminuire dell’assorbimento dell’acqua ed è quindi alto nel gres porcellanato.

     

    Lo stesso valore può comunque variare a seconda che vengano effettuati trattamenti:

    nel caso del cotto, l’impregnazione con sostanze diverse, naturali o sintetiche; nel caso del gres porcellanato, la levigatura e la lucidatura.

    Nelle piastrelle smaltate la resistenza all’abrasione dipende esclusivamente dallo smalto: quelli più chiari mostrano maggiormente gli effetti dell’usura, anche per la loro più complessa pulibilità.

    Vedi anche: caratteristiche meccaniche superficiali.

  2. ANTISCIVOLO

    La principale caratteristica di sicurezza di una piastrellatura è la resistenza allo scivolamento, molto importante per le piastrelle destinate a pavimenti di ambienti esterni, pubblici ed industriali. Una superficie scivolosa rappresenta di per sè una vera e propria barriera architettonica rendendo difficoltosa o impossibile la normale deambulazione in particolari condizioni di handicap fisici momentanei o permanenti. Il valore della resistenza allo scivolamento delle piastrelle dovrebbe essere conosciuto necessariamente prima di procedere alla loro installazione.

     

    Attualmente non è disponibile un metodo di prova standardizzato a livello internazionale, la maggior parte delle nazioni ha metodi propri derivati da leggi, disposizioni antinfortunistiche o altre regolamentazioni di carattere nazionale. Molti di questi metodi di misura non solo sono diversi tra loro, ma non sono neppure correlabili tra loro né su base teorica né su base sperimentale. Questa situazione porta confusione negli utilizzatori, in particolare ai progettisti che devono garantire l’adempimento delle disposizioni cogenti applicabili, ed a notevoli difficoltà per i produttori di piastrelle all’atto della caratterizzazione delle piastrelle prima della commercializzazione.

  3. ARGILLA

    Materia prima utilizzata per la produzione di piastrelle in ceramica.

    Le sue caratteristiche più importanti sono: plasticità, indurimento durante l’essiccamento, acquisizione di una forma rigida dopo la cottura, ritiro durante l’essiccamento e la cottura.

     

  4. ATOMIZZAZIONE

    E’ l’essiccamento a spruzzo dell’impasto ceramico (barbottina) ottenuto dalla macinazione a umido delle materie prime, in modo da ottenere polveri atomizzate da destinare a una successiva pressatura del tipo a semi-secco.

    La barbottina viene spruzzata in una corrente di aria molto calda per cui si ha un rapido essiccamento delle gocce in forma di granuli sferici, internamente parzialmente cavi, che volutamente contengono un’umidità residua (variabile da 4 a 8%) poiché questa è utile come agente lubrificante nella successiva operazione di pressatura.