Ogni anno, Accor invita studenti di architettura e interior design da tutto il mondo a rispondere a un brief reale — un hotel, un brand, una sfida spaziale. I risultati non vengono valutati solo in base all’estetica, ma in base alla capacità di ogni progetto di affrontare l’esperienza dell’ospite, la sostenibilità, la funzionalità e la sostenibilità nel lungo periodo. Questi sono gli Accor Design Awards: non una competizione studentesca, ma una piattaforma internazionale di ricerca sul futuro dell’hospitality.
Fondati nel 2016, gli Awards riuniscono tre mondi che raramente siedono allo stesso tavolo: la prossima generazione di designer, i team Global Design & Technical Services di Accor e i brand di prodotto che trasformano la visione progettuale in realtà costruita. Quest’anno, Atlas Concorde fa parte della giuria.
L’edizione 2026 è dedicata a Pullman, uno dei principali brand upscale di Accor, con un brief focalizzato sulla reinterpretazione di spazi flessibili per meeting ed eventi — un tema che si colloca all’intersezione tra innovazione progettuale, funzionalità ed evoluzione dei comportamenti degli ospiti. Sono stati presentati oltre 200 progetti da scuole di design internazionali.
Il legame tra Atlas Concorde e questa piattaforma non è casuale. Riflette quattro ambiti di autentica rilevanza.
Expertise nell’hospitality. In un hotel contemporaneo, le superfici non sono l’ultima decisione — sono una delle prime. Pavimenti, rivestimenti, grandi lastre ed elementi d’arredo definiscono il modo in cui uno spazio viene percepito, la sua capacità di resistere a un uso intensivo e la sua lettura nelle diverse aree della struttura. Atlas Concorde lavora su superfici ceramiche capaci di performare in tutti questi ambienti — camere, bagni, lobby, ristoranti, aree wellness, spazi outdoor e aree comuni.
Cultura del design. Gli Awards parlano a studenti, designer e progettisti. Atlas Concorde entra in questa conversazione non come fornitore, ma come brand che comprende come le scelte materiche siano al servizio dell’idea progettuale — come la superficie ceramica diventi uno strumento del progetto, non una finitura applicata alla fine.
Innovazione e performance. Nell’hospitality, bellezza e performance non sono esigenze contrapposte. Le superfici devono essere espressive, ma anche resistenti, igieniche, durevoli e gestibili nel tempo. È qui che Atlas Concorde assume un ruolo naturale: nel punto in cui l’ambizione progettuale incontra la realtà operativa.
Una visione spaziale integrata. Attraverso Atlas Concorde, Atlas Plan e Atlas Concorde Habitat, il brand può proporre un sistema coordinato — pavimenti, rivestimenti, grandi lastre ed elementi d’arredo. Nell’hospitality, dove coerenza estetica e controllo progettuale sono fondamentali, questa offerta integrata rappresenta una risposta concreta al modo in cui gli spazi vengono effettivamente specificati e realizzati.
Essere al tavolo della giuria significa contribuire con questa competenza là dove conta di più: nel momento in cui le idee sul futuro dell’hospitality diventano proposte concrete.







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